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Facchinaggio a Napoli per Aziende

Squadre di facchinaggio a Napoli e in Campania: traslochi uffici, carico e scarico, movimentazione interna. Anche di notte e nei fermi impianto.

Spostare quaranta postazioni di lavoro in un weekend e scaricare un container in un piazzale stretto sono due problemi diversi, e nessuno dei due si risolve mandando quattro persone senza attrezzatura. CT Service organizza servizi di facchinaggio a Napoli e in Campania dal 2015, con squadre disponibili anche di notte e nelle finestre di fermo aziendale.

Cosa intendiamo per facchinaggio

Il termine copre attività molto diverse fra loro, che vanno quotate e organizzate in modo diverso. Nelle nostre commesse ricorrono soprattutto:

  • Carico e scarico di automezzi, container e semirimorchi, con o senza mezzi di sollevamento.
  • Movimentazione interna di merce fra reparti, magazzini e aree di stoccaggio, comprese le riorganizzazioni di layout.
  • Traslochi di uffici e sedi: smontaggio e rimontaggio arredi, imballaggio, etichettatura per stanza di destinazione, ricollocazione.
  • Supporto a inventari e a operazioni di rifornimento scaffali nella distribuzione organizzata.
  • Allestimento e disallestimento di stand, showroom e aree espositive.
  • Svuoto locali con separazione dei materiali destinati al recupero e a quelli da avviare a smaltimento.

Il vincolo che pesa di più: la sicurezza sul sollevamento

La movimentazione manuale dei carichi è disciplinata dal Titolo VI del D.Lgs. 81/2008 e dall’Allegato XXXIII, che rimanda alle norme tecniche della serie ISO 11228. Il valore di riferimento comunemente usato è di 25 kg per un lavoratore maschio adulto e 20 kg per una lavoratrice adulta, ma quel numero è un punto di partenza, non un limite operativo: va corretto con i fattori di altezza della presa, distanza orizzontale dal corpo, torsione del busto, frequenza dei sollevamenti e qualità della presa. Con il metodo NIOSH si arriva a un indice di sollevamento che, su cicli ripetitivi, può abbassare il carico realmente movimentabile a mano sotto i 10 kg.

La conseguenza pratica è banale e viene ignorata spesso: se il peso unitario o la ripetitività superano la soglia, non si aggiungono persone, si cambia attrezzatura. Per questo le nostre squadre lavorano con transpallet manuali ed elettrici, carrelli a pianale, cinghie da trasporto e carrelli scendiscale, e non con la sola forza degli operatori.

Attrezzature e abilitazioni

Chi conduce un carrello elevatore deve essere in possesso dell’abilitazione prevista dall’Accordo Stato-Regioni del 22 febbraio 2012: percorso di 12 ore per i carrelli industriali semoventi e aggiornamento quinquennale di 4 ore. Lo stesso accordo disciplina l’abilitazione all’uso delle piattaforme di lavoro elevabili, quando la commessa le richiede. Le scale portatili impiegate rispondono alla EN 131, e i mezzi di sollevamento vengono usati solo dove la pavimentazione ha portata e planarità adeguate: un transpallet elettrico su un piazzale sconnesso è un rischio, non una soluzione.

Sul piano amministrativo, l’attività di facchinaggio è regolata dal D.M. 30 giugno 2003 n. 221, che definisce i requisiti delle imprese e le fasce di classificazione in base al volume d’affari. È il primo documento che un ufficio acquisti serio chiede in fase di qualifica fornitore, insieme al DURC.

Come si organizza una commessa

Prima di preventivare facciamo un sopralluogo, perché le variabili che spostano davvero il costo non si leggono in una email. Le principali:

Variabile Perché conta Cosa verifichiamo in sopralluogo
Percorso di uscita Determina se si può usare il transpallet o si va a mano Larghezza porte, gradini, dislivelli, pavimentazione
Ascensore o montacarichi Portata e dimensioni cabina limitano i colli Targa di portata, misure interne, presenza chiave di blocco
Area di sosta mezzo Incide sulla distanza di trasbordo e sui permessi Accesso ZTL, varchi, spazio di manovra, suolo pubblico
Finestra oraria Notte e festivi comportano maggiorazioni da CCNL Orari di apertura, fermi produzione, vincoli condominiali
Tipologia dei colli Definisce imballaggio e numero di operatori Pesi unitari, ingombri, fragilità, valore

Su Napoli il tema dell’accesso è concreto: nel centro storico e nelle aree a traffico limitato la distanza fra il portone e il punto in cui si può fermare il mezzo cambia radicalmente il numero di ore-uomo. Nelle zone industriali di Casoria, Casalnuovo, Acerra e Nola il problema si sposta invece sugli orari di ingresso in stabilimento e sulla convivenza con i mezzi di reparto.

Interferenze e responsabilità

Quando la nostra squadra entra nella tua sede si applica l’art. 26 del D.Lgs. 81/2008: verifica dei requisiti tecnico-professionali, informazione sui rischi specifici dell’ambiente e, dove necessario, redazione del DUVRI per gestire i rischi da interferenza. Nella pratica significa concordare per iscritto chi si muove dove, quando si ferma il traffico dei carrelli interni, come vengono delimitate le aree di transito e chi ha la responsabilità dei sollevamenti con mezzi tuoi.

Materiali di risulta e smaltimento

Nello svuoto di uffici e magazzini restano sempre arredi e imballaggi da smaltire. Gli arredi dismessi rientrano tipicamente fra gli ingombranti (CER 20 03 07), gli imballaggi in legno fra i CER 15 01 03. Il trasporto avviene con formulario di identificazione del rifiuto e con soggetti iscritti all’Albo nazionale gestori ambientali: è la parte che più spesso viene sottovalutata in fase di preventivo e che genera contestazioni a fine lavoro.

Perché affidarlo a chi fa anche altro nello stesso sito

Molte commesse di facchinaggio nascono dentro un rapporto già avviato: chi ci chiama per le pulizie industriali a Napoli ha spesso bisogno anche di spostare scaffalature prima di un intervento straordinario, o di svuotare un reparto prima di una sanificazione. Lavorare con un unico interlocutore riduce i passaggi di consegne e le finestre morte. Nelle sedi terziarie il servizio si integra con il portierato, che gestisce accessi e consegne durante il trasloco.

Operiamo su Napoli e provincia, Caserta e sull’intera Campania, con reperibilità 24 ore su 24. Per una quotazione, scrivi a info@ct-service.org o chiama il +39 380 124 5273 indicando sede, piano, finestra oraria e volumi stimati: bastano questi quattro dati per capire se serve un sopralluogo o se possiamo quotare a distanza. Puoi anche usare il modulo di richiesta preventivo.

FAQ

Domande frequenti

Quanto costa il facchinaggio a Napoli?

Si quota a ore-uomo o a corpo. Il costo dipende da numero di operatori, durata, attrezzature impiegate (transpallet, carrello elevatore, autoscala), piano e presenza di ascensore, distanza fra mezzo e punto di carico. Gli interventi notturni, festivi e in giornate di chiusura aziendale comportano le maggiorazioni previste dal CCNL. Per volumi definiti preferiamo il prezzo a corpo, così il costo non dipende dai tempi.

Serve un patentino per guidare il muletto durante il servizio?

Sì. L'uso dei carrelli elevatori semoventi con conducente a bordo richiede l'abilitazione prevista dall'Accordo Stato-Regioni del 22 febbraio 2012: corso di 12 ore fra teoria e pratica, con aggiornamento di 4 ore ogni cinque anni. Lo stesso vale per le piattaforme di lavoro elevabili. Senza abilitazione valida l'operatore non può condurre il mezzo, nemmeno se il carrello è di proprietà del committente.

Qual è il peso massimo che un facchino può sollevare a mano?

Il riferimento indicato dalla norma tecnica ISO 11228-1, richiamata dall'Allegato XXXIII del D.Lgs. 81/2008, è di 25 kg per un uomo adulto e 20 kg per una donna adulta. È un valore di partenza da correggere: altezza della presa, distanza dal corpo, torsione del busto e frequenza dei sollevamenti possono ridurre il carico ammissibile sotto i 10 kg su cicli ripetitivi.

Potete fare un trasloco di uffici senza fermare l'attività?

Sì, ed è la modalità più richiesta. Si lavora dal venerdì sera al lunedì mattina, oppure nelle notti infrasettimanali. Il metodo è sempre lo stesso: etichettatura dei colli per stanza di destinazione, planimetria del nuovo layout consegnata prima della partenza, smontaggio e rimontaggio degli arredi, ricollocazione delle postazioni pronte all'uso. Le postazioni informatiche vanno scollegate e ricollegate dal tuo referente IT.

Chi è responsabile se un operatore si infortuna nella nostra sede?

Il personale è alle dipendenze di CT Service, che risponde della propria organizzazione, della formazione e dei DPI. Il committente resta però tenuto agli obblighi dell'art. 26 del D.Lgs. 81/2008: verificare i requisiti tecnico-professionali dell'appaltatore, informare sui rischi specifici del luogo di lavoro e cooperare alla redazione del DUVRI per i rischi da interferenza. È documentazione che prepariamo prima dell'avvio.

Vi occupate anche dello smaltimento degli arredi dismessi?

Sì, come attività collegata allo svuoto locali. Gli arredi da ufficio rientrano di norma nel codice CER 20 03 07 (rifiuti ingombranti), gli imballaggi in legno nel CER 15 01 03. Il trasporto avviene con formulario di identificazione del rifiuto e tramite soggetti iscritti all'Albo nazionale gestori ambientali, con restituzione della quarta copia al produttore del rifiuto.

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