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Pulizia Vetrate in Altezza fino a 20 Metri

Pulizia vetrate e facciate fino a 20 metri senza piattaforme aeree: lavoro su fune e aste ad acqua pura. Napoli e Campania, anche in cortili interni.

Le vetrate alte si puliscono anche dove la piattaforma aerea non arriva: cortili interni, facciate a filo strada, aree a traffico limitato, piazzali senza spazio di manovra. CT Service lavora fino a circa 20 metri con tecniche su fune e aste telescopiche alimentate ad acqua pura, senza noleggio di mezzi di sollevamento e senza occupazione di suolo pubblico.

Perché rinunciare alla piattaforma aerea

Un cestello articolato da 20-22 metri richiede una superficie d’appoggio piana e portante per gli stabilizzatori, spazio di manovra, un operatore abilitato, il trasporto del mezzo e — se si lavora su strada — la richiesta di occupazione temporanea di suolo pubblico con relativa ordinanza. A Napoli si aggiunge il tema dei permessi di accesso alle zone a traffico limitato e la banale difficoltà di trovare, davanti a un ingresso in centro, i metri quadri necessari a stabilizzare il mezzo. Il risultato è che una lavorazione da mezza giornata può richiedere due settimane di pratiche e costare più in logistica che in manodopera.

Voce Piattaforma aerea Fune e asta telescopica
Trasporto e noleggio mezzo Sì, con costo giornaliero e trasferimento No
Occupazione suolo pubblico Spesso necessaria, con tempi di rilascio Di norma non necessaria
Spazio richiesto a terra Area piana e portante per gli stabilizzatori Solo l’area di delimitazione sotto la verticale di lavoro
Cortili interni e chiostrine Spesso inaccessibili Accessibili dalla copertura
Impatto sull’attività del cliente Parcheggi e ingressi occupati Interferenza limitata, si lavora anche fuori orario
Tempo di allestimento Posizionamento e stabilizzazione per ogni fronte Ancoraggi allestiti una volta per lato

Lavoro su fune: quadro normativo e metodo

L’accesso e il posizionamento mediante funi sono disciplinati dal Titolo IV, Capo II, del D.Lgs. 81/2008. La norma impone un impianto preciso: due linee indipendenti, una di lavoro con dispositivo di risalita e discesa e una di sicurezza con anticaduta, agganciate ad ancoraggi distinti; imbracatura collegata a entrambe; sorveglianza da parte di un preposto; e la possibilità di soccorrere rapidamente l’operatore in caso di malore. La formazione è specifica e documentata secondo l’Allegato XXI, con aggiornamento periodico: non è un’abilitazione generica ai lavori in quota.

Prima di ogni cantiere verifichiamo i punti di ancoraggio disponibili sulla copertura. Se esistono linee vita, ne controlliamo la certificazione, la conformità alla UNI 11578 e la data dell’ultima verifica periodica; se non esistono o non sono idonee, si allestiscono ancoraggi temporanei su elementi strutturali verificati. I dispositivi di regolazione della fune rispondono alla UNI EN 12841, imbracature e cordini alle norme della serie EN 361 ed EN 355. È la parte del lavoro che il cliente non vede e che decide tutto il resto.

Aste telescopiche ad acqua pura

Dove la geometria della facciata lo consente, si lavora da terra con il sistema ad asta alimentata (water-fed pole): un’asta in fibra di carbonio porta in sommità una spazzola e alcuni ugelli alimentati da acqua trattata. L’acqua passa attraverso un impianto a osmosi inversa e resine a scambio ionico fino ad azzerare i solidi disciolti: priva di sali, evapora senza lasciare residui, quindi non serve né detergente né tergivetro, e non serve risciacquo. Le aste in carbonio consentono di operare fino a circa 20 metri, con il limite pratico dato dal peso, dal vento e dall’angolo di lavoro.

Il vantaggio non è solo economico. Senza detergenti non c’è scarico di tensioattivi sulle superfici sottostanti né sui vasi e sulle aiuole a piede facciata, e sui telai in alluminio anodizzato non restano gli aloni biancastri tipici dei prodotti alcalini. Sui vetri con trattamento autopulente il lavaggio ad acqua pura è spesso l’unico ammesso dal produttore.

Cosa troviamo davvero sulle facciate a Napoli

  • Salsedine e smog combinati: sul fronte costiero e nelle arterie ad alto traffico il particolato oleoso aderisce al vetro e non viene via con la sola acqua. Serve un primo passaggio meccanico con spazzola prima del risciacquo finale.
  • Depositi calcarei da irrigatori mal orientati: gocce ripetute su vetro caldo lasciano incrostazioni che, se trascurate a lungo, arrivano a incidere il vetro in modo permanente.
  • Residui edili — schizzi di malta, silicone, vernice — dopo interventi di manutenzione. Si rimuovono con lama nuova, sempre lubrificata e mai a secco, valutando prima se il vetro è temprato con difetti superficiali di stampaggio, sui quali il raschietto può lasciare rigature.
  • Ossidazione dei telai e macchie di ruggine da fissaggi: vanno segnalate al facility manager, perché la pulizia le evidenzia ma non le risolve.

Sicurezza a terra e condizioni meteo

Sotto la verticale di lavoro si delimita sempre un’area interdetta, perché il rischio principale per i terzi è la caduta di attrezzi. Gli utensili in quota sono vincolati con cordini di ritenuta e gli operatori indossano caschi con sottogola conformi alla EN 397. Il lavoro viene sospeso in presenza di vento sostenuto — indicativamente sopra i 40-50 km/h, valore che sulle facciate esposte va abbassato per effetto camino fra i corpi di fabbrica — e in caso di pioggia battente o temporali. Su edifici in cui è presente pubblico, l’intervento si programma prima dell’apertura o dopo la chiusura.

Frequenze e contratti

Per uffici e showroom la cadenza usuale è trimestrale sulle vetrate in altezza, con la parte a terra gestita più spesso all’interno del contratto di pulizia ordinaria. Nella grande distribuzione le vetrine a piano terra richiedono passaggi molto più frequenti, mentre le fasce alte e i lucernari si programmano due volte l’anno. Negli edifici direzionali con facciata continua conviene fissare un calendario annuale: gli ancoraggi vengono verificati una volta e le uscite successive diventano rapide.

Il servizio si combina spesso con la pulizia dei pannelli fotovoltaici sulla stessa copertura, che condivide accesso in quota e impianto ad acqua pura, e con le pulizie industriali o il portierato negli immobili dove siamo già presenti. Lavoriamo a Napoli e in tutta la Campania, per uffici e aziende e per condomini.

Per un preventivo servono altezza dell’edificio, numero di fronti vetrati, superficie approssimativa e informazione sulla presenza di linee vita in copertura. Scrivi a info@ct-service.org, chiama il +39 380 124 5273 oppure compila la richiesta di preventivo.

FAQ

Domande frequenti

Come si puliscono le vetrate in altezza senza piattaforma aerea?

Con due tecniche, spesso combinate. Dall'alto si lavora con accesso e posizionamento mediante funi: due linee indipendenti, una di lavoro e una di sicurezza con anticaduta, ancorate a punti distinti sulla copertura. Da terra si usa l'asta telescopica in fibra di carbonio alimentata ad acqua demineralizzata. La scelta dipende dalla geometria della facciata, dagli aggetti e dai punti di ancoraggio disponibili.

Fino a che altezza si arriva con l'asta telescopica ad acqua pura?

Con aste in fibra di carbonio si opera fino a circa 20 metri dal piano di appoggio. Oltre quella quota il peso dell'asta carica d'acqua, l'effetto del vento e l'angolo di lavoro rendono l'operazione poco controllabile, e si passa al lavoro su fune. Anche sotto i 20 metri, aggetti, balconi e frangisole possono impedire l'accesso frontale e imporre comunque la calata dall'alto.

Quanto si risparmia rispetto al noleggio di una piattaforma aerea?

Il confronto va fatto sul costo complessivo, non sulla sola manodopera. Con la piattaforma si sommano noleggio giornaliero, trasporto del mezzo, operatore abilitato, eventuale occupazione temporanea di suolo pubblico e permessi di accesso in zona a traffico limitato, oltre ai tempi di rilascio delle autorizzazioni. Il lavoro su fune elimina quasi tutte queste voci e non richiede area di manovra a terra.

Che abilitazione hanno gli operatori che lavorano su fune?

La formazione specifica prevista dal Titolo IV, Capo II del D.Lgs. 81/2008 e dall'Allegato XXI per i sistemi di accesso e posizionamento mediante funi, con parte teorica e pratica e aggiornamento periodico. Non è sufficiente la formazione generica sui lavori in quota. La norma richiede inoltre la presenza di un preposto in sorveglianza e una procedura di soccorso che consenta il recupero rapido dell'operatore.

Serve un'autorizzazione comunale o l'occupazione di suolo pubblico?

Di norma no, perché non si posiziona alcun mezzo su strada. È comunque necessario delimitare l'area sottostante la verticale di lavoro per proteggere i passanti dalla caduta di attrezzi, e nei condomini va informato l'amministratore per l'accesso alla copertura e alle parti comuni. Se la delimitazione interessa marciapiede o carreggiata si concorda con il committente la comunicazione al Comune.

Con quali condizioni meteo si sospende il lavoro?

Si sospende con vento sostenuto, indicativamente sopra i 40-50 km/h, soglia che va abbassata sulle facciate esposte e nei passaggi fra corpi di fabbrica dove si genera effetto camino. Si sospende anche con pioggia battente, temporali e in presenza di fulminazione. La valutazione viene fatta dal preposto in cantiere all'inizio del turno e ripetuta durante la giornata se le condizioni cambiano.

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